Un'insperata partenza in coppia,sparare cazzate già sull'aereo.
L'eccitazione di stare sul treno diretto ad Amsterdam.
Arrivare all'ostello e vedere una scritta campeggiare: "God loves you" (ma proprio a me?)
I primi sguardi per la città, canali, case strette, colori (nonostante il cielo perennemente grigio).
Il museo Van Gogh, una colonna sonora che risuona solo nella mia testa: Yann Tiersen.
Stare seduta ad osservare le diverse tipologie di persone che guardano i quadri.
Prendere un caffè i un bar con vista sui tetti di Amsterdam ed innamorarsi di quei tetti.
Girare di notte per le vie e sbirciare nelle vetrine rosse.
Una chiesa nella stessa strada delle prostitute: la via della redenzione dopo quella del peccato.
I canali illuminati da mille lucine, sentirsi come in una favola.
Provare l'ebbrezza di dormire in 16 in un'unica stanza.
Perdersi in un mercatino e non sentirsi affatto una turista.
Un locale in legno dove scaldarsi mangiando dolci e guardare fuori dalla vetrina con aria sognante.
Mattonelle che suonano, per il divertimento dei più piccoli. E non.
Biciclette. Tante. Di ogni tipo e colore e con gli accessori più strani.
Il mercato dei fiori, ora posso aggiungere milioni di colori alla mia tavolozza personale.
Notare piacevolmente come tutte le ragazze siano piuttosto in carne e sentirsi bene.
(Urge trapianto di cervello per i ragazzi italiani perchè le ragazze sono molto più belle così)
Gelidi villaggi di pescatori e paesaggi sterminati.
Dondoli montati a picco sull'acqua.
Leggere sul menù la presenza della "coda dirosto" e ridere per ore cercando di capire di cosa potrebbe essere la traduzione. Sicuramente sbagliata.
Bere una birra buonissima in strada e stare così bene da non sentire neanche freddo.
Cercare con difficoltà di imparare un pò di olandese.
Vedere dal battello le case galleggianti e desiderare di viverci.
Alzare gli occhi e vedere ad un tavolino attaccato alla finestra madre, padre e figlioletta che fanno colazione e ridono e sentire il cuore che sorride.
Il caffè in un bar con tavolini da poeta francese e tazze giallo ocra.
Il momento del ritorno, necessario per poter apprezzare quello che si è vissuto.
Questa è solo una parte delle emozioni provate in quei quattro giorni, il resto, le più profonde, le tengo nel mio archivio.

(foto su flickr)




